Archive for the ‘Perle Di Saggezza’ Category
Una conversazione EMOzionante
Written by lamondina on March 31, 2008 – 6:33 pmEsco dalla metropolitana, mi accendo una sigaretta e mi siedo sulle panchine davanti a Porta Susa, cercando di godermi quegli ultimi minuti prima della prigionia.
Vedo arrivare davanti a me una ragazzina di circa 13 anni, con capelli neri a caschettom unghie nere, trucco nero e vestiti a cui non sono riuscita ad affibiare un’aggettivo.
“Ciao scusa, cioè, non è che c’hai d’accendere?”
“Si certo”
Inizio a ravanare nelle tasche e nella borsa cercandolo, finalmente lo trovo e glie lo porgo.
“Eh si scusami, non è che c’avresti anche una sigaretta?”
La guardo perplessa, tiro fuori il pacchetto e glie ne porgo una..
“Oh veramente grazie e che oggi è una giornata così triste… il mondo è triste…”
Mi guardo intorno, sono le 8 meno venti, c’è un bel sole primaverile, gli uccellini cantano, il cielo non ha una nuvola, tutto sembra perfetto e felice.
“A me sembra una bella giornata, non trovi?”
“Ma come fai a dire una cosa del genere? E’ tutto così triste, mi guardo intorno e vedo solo tristezza, morte, malattie…”
Mi ri-giro per guardarmi intorno, una mamma gioca con il suo bambino che rincorre la palla, due innamorati si scambiano effusioni amorose su una panchina e un’uomo urla d’aver vinto al superenalotto.
“Va bhè se lo dici tu…”
“E che io vedo che ci stiamo ammazzando dentro, questo mi fa solo venir voglia di tagliarmi le vene, di finire questa vita, è tutto così buio…”
Inizio a capire che c’è qualcosa che non va cerco allora di dileguarmi con la scusa di dover andare a scuola…
“Bhè, mi dispiace che tu stia così ma vedrai che andrà meglio! Ora vado a scuola buona giornata!”
“Non sarà una buona giornata! Arriverò a scuola, prendero il mio Ipod metterò su tutte le canzoni di Avril Lavigne e mi taglierò le vene.”
La guardo, rido e scappo a scuola.
Tags: conversazioni, emo
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Ma chi sono?
Written by lamondina on March 3, 2008 – 10:47 amLei sarà anche un gran bel pezzo di figa, vestita stra bene e con dei capelli che neanche la pubblicità della Pantene ti fa vedere così luminosi.
Lui sarà anche un bell’uomo vestito bene che fa il provolone con lei per portarsela dietro le quinte e farsela come vorrebbero tutti gli uomini di questo mondo.
Ma fondamentalmente…Chi cazzo sono sti due?
Tags: cazzate
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Ma tu come dormi?
Written by lamondina on February 23, 2008 – 12:08 am
Una cosa che mi è sempre piaciuta, è quella di osservare le persone mentre dormono.
Perché non è mai una cosa noiosa, scontata. Anzi, c’è sempre qualche particolare inaspettato, d’insolito in ogni persona.
Dopo anni di viaggi d’istruzione, campi della chiesa, pigiama party e trasferte pallavolistiche, sono in grado di classificare i dormiglioni in diverse categorie, partendo dalla posizione poi il vestiario e le abitudini.
Posizioni
Fetale
Alcune persone dormono raggomitolandosi su se stesse e stringendo forte, con le braccia, le loro gambe contro il petto. E non si smuovono più da quella posizione fino al risveglio. Se si devono girare, lo fanno rotolando per il letto neanche fossero delle trottole.
La Faraona
Altra posizione molto usata è quella della faraona, neanche fossero dei morti. Te li vedi li, coricati a schiena in giù, con le mani incrociate sul petto o appoggiate delicatamente sullo stomaco. Le coperte sono naturalmente messe in maniera perfetta e non si muoveranno da quella posizione fino al mattino successivo. O forse no.
I Cuscinari
Quelli che se vai a dormire da loro, un cuscino per te non c’è. Perché loro ne usano quattro per la testa, due per la schiena, altri due per appoggiare le gambe e ancora due per le braccia e naturalmente un’ultimo da tenere abbracciato neanche fosse il Teddy Bear che tanto adoravamo nell’infanzia.
Il soldato
Rientrano sotto questo termine, tutte quelle persone che dormono a pancia in giù con ambo le mani sotto il cuscino a mo di soldato che prosegue sul terreno andando avanti con le braccia. Sono favolosi da guardare.
Vestiario
Il Freddoloso
Anche se il calendario segna il 15 agosto, lui dorme sempre con 3 paia di calzini, 5 pantaloni, 18 maglie, sciarpa, guanti, cappello e vestaglia. Al risveglio, inizierà ad imprecare Dio in lingue sconosciute a causa del sudore prodotto. La risposta sarà un clamoroso vaffanculo da parte di tutti.
L’accaldato
Guardi il termometro. -15°C. Vai nel letto in cerca di calore e lui, invece, si presenta in mutande chiedendoti di abbassare il livello dei termosifoni. Sposta tutte le coperte su di te e dorme con un lenzuolo, insultandoti se vai verso di lui a cercare un po’ di calore perché fai caldo. E di nuovo un bel vaffanculo non glie lo toglie nessuno.
Abitudini
Sbrodolino
Quello che dorme a bocca aperta e perde bava sul cuscino per tutta la notte. Al risveglio ha la gola secca più che mai e passa mezz’ora a stropicciarsi la faccia per togliere la saliva dalla guancia, che nel mentre è diventata più dura del cemento armato e non si stacca neanche a pagarla. Fastidiosissimo.
Il forestiere.
Perché lui di notte, come si suol dire, sega tutta una foresta in un colpo solo. Russa così forte, che riesce a spaccare i vetri delle finestre, a far scattare l’antifurto di casa (altro che campanello d’allarme per il raffreddore!) e a far scappare i vicini in un’altro continente. E tu, con tappi e cuffie dell’Ipod al massimo volume con musica House non riesci comunque a dormire, lo senti comunque. Irritabile.
La sindrome di Sandra Mondaini.
Inconsciamente, il soggetto mentre dorme riesce a far si che il letto, diventi un campo di combattimento stile Wrestling. I calci che tira lui non sono neanche paragonabili a quelli della Mondaini, ma abbastanza potenti da farti trovare tutta la biancheria da letto sparsa sul pavimento al momento del risveglio.
E tu…
Come dormi?
Tags: abitudini, cazzate
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Sex and the City
Written by lamondina on February 20, 2008 – 5:53 pm
Non l’avevo mai visto in vita mia.
Sentivo sempre parlare di Sex and the city come di un telefilm a vista di alcuni, bellissimo, a vista di altri come una sotto specie di film porno.
Così avevo deciso di non pormi proprio il problema, soprattutto visto che lo davano su “La 7″ canale che nel mio normale zapping quotidiano salto allegramente trasportandomi dal canale 160 (Italia 1) al 108 (Mtv) sul decoder di Sky.
Su “la 7″ guardo solo le invasioni barbariche, se non ci fosse quello, per me, potrebbe anche non esistere.
Ma da quando ho scoperto che su Comedy Central davano tutte le repriche, ad un’orario a me congeniale (le 15 di pomeriggio) mi sono chiesta.
Perchè no?
Così ho iniziato a guardare una puntata, e poi un’altra e un’altra ancora.
E ho capito che alcuni dicevano che era carino perchè la vita di Carrie (Sarah Jessica Parker) non è niente male, vorrei avere il suo guardaroba in effetti. Ma credo sia grazie all’amica Samanta (Kim Cattrall) se alcuni lo definiscono un film porno.
Questa donna fa cose assurde, va a letto con qualsiasi uomo, distribuisce sesso orale a chi le capita…
Sono rimasta stupita, soprattutto del fatto che lo fa andandone fiera.
Ma credo che a noi donne piaccia molto il fatto che loro sono 4 amiche e che riusciamo a identificare in loro noi stesse e le nostre compagne di chiaccherate.
Io ce l’ho la mia Samanta, quella che a darla in giro non ne ha di problemi.
Ho anche la mia Charlotte che fa tanto la santarellina.
E la mia Miranda cinica e sincera.
Questa cosa mi fa riflettere.
Noi donne siamo sempre pronte a giudicare, a puntare il dito sulle altre per cosa fanno, come sono vestite, per come hanno i capelli.
Siamo così sicure di poterci permettere di sentenziare?
Appena ci giriamo siamo pronte a sparlare di colei con cui abbiamo parlato fino a due secondi fa elogiando il nuovo colore di capelli che, invece, ci fa proprio schifo.
Crediamo davvero che il nostro modo di fare, di parlare e di vestire sia così perfetto da poterci permettere di giudicare qualcun’altro?
Credo che dobbiamo imparare a essere meno stronze e meno acide.
Non credete anche voi?
Tags: telefilm, tv
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D… di?
Written by lamondina on February 10, 2008 – 7:37 pmDa bambini era facile comunicare, quando non ti volevi far sentire, quando nei compiti in classe dovevi farti suggerire…
C’era l’alfabeto muto. Quello che per simulare una “b” ti dovevi tirare uno schiaffo in facci, che per simulare la “r” usavi il pollice talmente forte che ti staccavi i denti.
Ma infondo ci piaceva così, ci sembrava qualcosa di così segreto, che nessuno poteva capire, quindi ci sentivamo dei fighi assurdi.
Poi le cose sono cambiate, al posto di sentirci fighi ci sentivamo dei coglioni a fare tutti quei gesti allucinanti, allora abbiamo iniziato a parlare a bassa voce, quand’era possibile, o a non emettere suoni parlando, con la convinzione che il nostro pseudo-interlecutore conoscesse meglio dell’Ave Maria il labiale
E quando avevi una persona intelligente a cui suggerire le risposte era tutto facile. In due secondi era tutto fatto, una splendida verifica di matematica era finita così, su due piedi.
Ma quando a chiederti aiuto era lo smunto della 3 fila a destra, così magro da dover tener chiuse le finestre per il periocolo che volasse via e con gli occhiali dalle lenti così spesse da assomigliare ad un’oblò, li…
Lì, erano tutti cazzi tuoi.
Non capiva mai una minchia, ma dico mai!
Le risposte nel compito di geografia sui duecento fiumi cinesi è un’incubo che mi sogno ancora di notte.
Dovevi suggerirgli lettera per lettera, punteggiatura per punteggiatura.
Quando fu il momento della Cina Settentrionale, ci vollero sei giorni per suggerirgli il fiume principale, il “Heilongjiang”
Fu il periodo in cui grazie a lui passai dalla taglia 44 alla 42. Cinque kg persi in sole due ore.
Altro che Giorno&Notte American System!
Ma il momento migliore fu durante il compito di Diritto, in cui al suo ennesimo “Eh? Che hai detto?” come risposta al mio “R-E-F-E-R-E-N-D-U-M A-B-R-O-G-A-T-I-V-O REFEREEEEENDUUUMMM ABBBBRRROOOGATIIIIVO”, mi inniettai del Valium endovena e urlai strappandomi i capelli “REFERENDUUUUMMM!!! NON REFERECUUUUUNNN”
“D!!! D di DOMODOSSOLA!!!”
Proprio oggi pensavo a questa scena che mi valse un’ottimo annullamento del compito.
Il succo di tutto questo mio racconto è dovuto a queste mie due domande.
1) Ma dove cazzo è Domodossola?
2) Esiste una persona che la usa per altri motivi differenti dal mio?
E’ una cosa che non mi fa dormire la notte.
Tags: cazzate, d, domodossola
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Raffreddore
Written by lamondina on January 31, 2008 – 1:31 pmPer me peggio del MALTITENTI (sia lodata la pubblicità del MOMENT ACT) c’è il mal di testa e subito dopo il raffreddore.
Ma qui bisogna partire dal presupposto che dipende da che raffreddore e soprattutto da che stadio è.
Fase 1 - Leggeri starnuti, qualche soffiata di naso.
Sei consapevole del fatto che respirare con la bocca è un problema, un fastidio, che secca le tue labbra così da non poter mettere il tuo nuovo e scintillante gloss appena comprato ma che devi andare in giro con il caro e santo amico Labello rigorosamente di colore blu per permetterti di non avere della carta vetro al posto della bocca.
Prendi questo malanno sotto gamba, pensando che sia solo questione di giorni e che passerà tutto senza prendere neanche un’aspirina.
Fase 2 - Naso chiuso, ma che voglia di vivere!
I Kleenex sono diventati i tuoi migliori amici, ma questo sicuramente non ti fermerà! La tua voglia di conquista del mondo non si è affatto arrestata! Vivi peggio di Carrie di Sex and The City, voli da una parte all’altra della città fra un’aperitivo, una cena e una discoteca vestita sempre da fashion victim ma con un naso che farebbe invidia ad un clown. L’aspirina nella tua borsa è sempre presente e credi che prendendone due starai fantasticamente. Etciù.
Fase 3 - Mi prendo un giorno di permesso…
Decidi che è il caso di frenare i tuoi ormoni (o qualsiasi cosa ti abbia spinto ad andare in giro con minigonna inguinale) e stai a casa da lavoro. Dedichi la giornata ai fumenti, al riposo più assoluto.
Fase 4 - Uno Zombie per caso.
La fase quattro avviene subito dopo quella tre. Dopo il tuo enorme riposo, ti svegli peggio di prima. Inizialmente una narice respirava, ora tutte e due sono andate in vacanza, hai i capelli talmente gonfi che neanche l’umidità sarebbe riuscita a fare una cosa del genere, vai in giro con la vestaglia di tua zia, i calzini assolutamente bianchi, i Kleenex sotto il braccio e ti sdrai sul divano con una tazza di thè di dimensioni allucinanti. Quando tua madre ti chiama per sapere come stai, inizia ad insultarti sostenendo l’ipotesi che sta parlando con un’uomo. I vari tentativi per spiegarle che hai solamente una voce da trans a causa del raffreddore sono invani.
Fase 5 - Peggio la febbre o tua madre?
Il termometro segna 38.2. Porcadiquella… Si prende una Tachipirina (rigorosamente VIA ORALE, sono passati i tempi della supposta) e ti sdrai cercando di dormire, quando suona il campanello. E’ tua madre che ha portato tutti i rimedi casalinghi della storia dell’umanità per farti sentire meglio. Cerchi una corda per impiccarti ma capisci che stai già morendo a causa della poca forza fisica che ti è rimasta e inizi a scrivere il tuo testamento in cui declami di lasciare tutto al tuo cane Bob.
Fase 6 - La ripresa.
Recuperi le forze e riesci a scacciare a furia di calci in culo tua madre da casa e torni lentamente a respirare normalmente. Ringraziando Dio di avertela fatta scampare, almeno questa volta.
Tanto per dirvelo, sono alla fase 4. Ma ci sto arrivando alla cinque. Giuro!
Tags: ipotesi, malattie
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Una città in movimento…
Written by lamondina on December 15, 2007 – 12:41 pmA Torino è da poco iniziato il fenomeno “metropolitana“, che inizialmente nessuno cagava di striscio e continuavamo a prendere i soliti bus di superficie e così il comune ha ben pensato di cambiare il tragitto a qualche autobus per farci usare la metro.
Così se dapprima prendevo un’unico mezzo per andare a scuola ora sono obbligata a:
Prendere l’uno davanti a casa mia.
Scendere a Porta Nuova e prendere la metro.
Prendere il 10 e arrivare a scuola.
Per un totale di 35 minuti cosa che, precedentemente, mi occupava non più di 20 minuti.
Ma il problema principale, non è questo.
E’ che devo fare una sorta di “pogo” mattiniero per accaparrarmi un posto su tre mezzi.
E, da brava figlioletta educata bene, sono sempre stata abituata a lasciare il posto alle persone più anziane di me, ma ormai sento sempre più scuse che non stanno nè in cielo nè in terra.
Una signora di circa trent’anni si avvicina con sguardo assassino verso la mia postazione…
Signora “Scusi mi può lasciare il posto?”
Mondina: “Ehm.. scusi, per quale motivo?”
Signora “I miei stivali Chanel tacco 12 mi hanno provocato un fastidioso dolore ai piedi… capisce no?”
Mondina: “No non capisco, io uso le scarpe da ginnastica. Provi anche lei.”
Una signora con un bambina di circa cinque o sei anni si avvicina con la stessa e solita domanda.
Signora: “Scusi, mi può lasciare il posto?”
Mondina: “Per quale motivo scusi?”
Signora: “mia figlia vorrebbe far sedere il suo orsacchiotto, dice che è stanco”
Mondina: “Ahahahahahaha, sa che è simpatica lei?”
Signora: “Non sto scherzando”
Mondina: “Allora si faccia vedere da qualcuno davvero bravo”
E poi il top dei top…
Scatterhead si avvicina silenzioso verso di me e mi chiede:
Scatt: “Ah mondì lascia il posto ad un vecchietto come me…”
Mondina: “Ma Scatt! Se sei nel vivo della tua adolescienza…”
Scatt:”Ma che hai capito! Voglio far sedere Colera…”
Mondina:”…”
Non c’è più religione…
Tags: autobus, colera, scatterhead
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Mc Donald’s
Written by lamondina on November 8, 2007 – 6:53 pmPongo due semplici domande
1 - Perchè mettono i cetrioli nel panino?
2 - C’è qualcuno che li mangia?
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Un’estate fa…
Written by lamondina on August 28, 2007 – 5:37 pmUn’estate fa le cose andavano meglio.
Per molti punti di vista.
Non eravamo sommersi da questi zoccoli di plastica che al sol vederli mi creano grossi conati di vomito.
Sono delle cose improponibili, davvero.
Non c’erano cagnolini, gattini e paperelle da scaricare sul tuo cellulare ogni tre secondi in tv.
Ma chi lo vuole un cane che ti dice “Su dai rispondi al cellulare?”
Perfavore…
Ho mandato tutti i codici coca-cola del mondo per vincere un Ipod Video da 80 gb.
Risultato?
Ho ben 15 codici ITunes.
Ma non credo mi registrerò mai…
Un’estate fa, in questo preciso momento, guardando la finestra, non avrei visto una cascata del niagara chiamata anche comunemente pioggia.
Ma cos’è cambiato?
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Passeggiando in Minigonna
Written by lamondina on June 28, 2007 – 1:34 amOre 10.15 circa, passeggio un una delle vie principali del centro della cittadina piemontese quando colei che mi ha concepito, mi invita a osservare un soggetto a dir poco indimenticabile
Il mio occhio attento, incomincia a giudicare dalla caviglia, dove nota una zeppa di lunghezza chilometrica, andando sempre più su, mi accorgo che c’è solamente pelle fino all’altezza che, comunemente, chiamiamo altezza passera, in poche parole, la suddetta, cercava di coprire il pelo pubico con una fascia da capelli bianca, che si appoggiava alla vita neanche stessero cercando di insaccarla, visto che le fantasiose maniglie dell’amore che noi donne amiamo tanto, stavano soffocando e strabordavano ai lati.
Per finire, una maglia scollata bianca, sia sul davanti che sul dietro e dei capelli biondo platino, trattenuti per il caldo da una fascia bianca e incorniciati da occhiali da sole.
Guardo la mia genitrice con occhi sbarrati, cercando di trattenere una risata.
Ma lei, m’invita a guardare le diverse reazioni delle altre persone che come noi, non si stavano perdendo questo spettacolo.
Il primo ad essere stato esaminato, fu un vecchietto di 205 anni circa che prima la seguì attentamente in tutto il suo cammino e poi abbassò la testa per capire meglio le dimensioni di quel deretano.
In secondo luogo, esaminai la signora di fianco al primo soggetto, che incominciò a recitare ave maria con in modo indignato.
Vidi un’altro uomo, dall’aspetto mafioso con sigaretta fumante nelle dita e sguardo fiero che, a differenza dell’altro, non si soffermò sul fisico, andrò diritto diritto sulla parte bassa, facendo unsontuoso gesto di approvazione.
Vidi uscire anche il macellaio dal negozio per ammirare il tutto.
” Ma come cazzo ti sei vestita???”
Le mie orecchie non ci potevano credere… avevo davvero udito quelle parole?
Scoppiai a ridere, con me mia madre e altre due ragazze dietro di noi, lei si voltò indignata e si, i miei sospetti erano fondati, aveva una gran faccia da troia.
E questa grossa risata la devo alla pazzerella di quella zona, ma dio, ci stava proprio.
Tags: corpo, donne, troieggiando
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