Archive for May, 2007
Vojo tornà bambina? NO GRAZIE!
Written by lamondina on May 29, 2007 – 7:23 pmHo passato il mio periodo di pubertà in ottimo modo.
Non mi è mai mancato niente, giocattoli, divertimenti, attenzioni e cure da parte dei miei genitori che, però, hanno fatto un unico errore.
Concepire una figlia prima dell’ottima riuscita successiva, cioè io.
Quei due anni che ci dividono sono stati deleteri per la mia figura da sorella minore
Ero obbligata a fare qualsiasi cosa lei dicesse, avevo paura, sisi, anche tanta.
” Dai ale, giochiamo alla maestra e alla scolaretta”
” Gno io non ho boia no no no”
In cinque secondi tirava fuori armerie militari di cui, tutt’ora non sono a conoscenza.
Il suo volto, da brava bambina con i pomelli rossi da Heidi, si trasformava in un viso satanico, pieno di rabbia e con tanta, tanta voglia di uccidere.
“TU ORA GIOCHI HAI CAPITO?”
Ero costretta a dire sì, con un coltello alla gola.
Non che mi fosse difficile fingere di essere all’oscuro di tutto quello che lei diceva, avevo sei, sette anni al massimo, ma alla fine, che me ne poteva fregare?
La mia massima aspirazione era vedere gli Orsetti del Cuore come ogni pomeriggio.
Ma non era solo quello, no no.
Ero costretta a partecipare ai giochi più impensati, dovevo stare a guardare quando lei giocava con il Sega Master System ma io non avevo il diritto di giocare, no no, dovevo stare lì a guardare e, puntualmente, decantare quanto lei fosse brava, bravissima.
Oppure, non so se vi ricordate il programma tv che trasmettevano sulla Rai.
L’albero azzurro.
All’inizio era così bello, c’era quel cacchio di uccello bianco che viveva in un albero.
Azzurro.
Ma cristo, come li facciamo crescere sti bambini?
Per anni l’ho cercato io sto coso.
Mai trovato.
MAI.
E neanche un uccellino bianco a pois c’era.
No no.
Ma la cosa essenziale, diabolica, un vero e proprio strumento di tortura era la scatola.
Quale scatola?
Quella che conteneva foglietti, pennarelli matite e forbici, RIGOROSAMENTE a punta arrotondata.
Ogni pomeriggio, bisognava giocare all’albero azzurro.
Lei era la presentatrice, che fra l’altro si cantava anche la sigla.
Tutto in casa insomma.
Io dovevo guardare, come al solito, la ben riuscita (secondo lei) di qualche fantastico oggetto fatto di carta pesta e COLLLLA VINILICA (ah no, cacchio, era Art Attack quello..)
Ma la cosa peggiore che sia riuscita a fare è stata imitare il circo.
Il tutto consisteva in me, sdraiata per terra che, grazie alla sua forza possente da bambina di 9 anni, doveva tirarmi su in una serie di volteggi e capriole, che Steve LaChance ci fa una pippa ci fa.
Ma, la maledetta bambina di merda, ha ben pensato che il mio peso fosse eccessivo per le sue docili braccia.
E nell’ultimo gesto acrobatico….
SPATACIAFF.
Io ero per terra con la faccia contro il pavimento.
Se in quel momento ci fosse stato Tarantino a casa mia, ci avrebbe girato un film su.
La mia faccia era ricoperta di sangue, manco l’Avis ne ha mai avuto così tanto.
Credo di aver perso 500 litri di liquido ematico nel breve tragitto di 2 metri che mi divideva dal bagno all’ingresso.
Credo che mia madre abbia avuto un infarto proprio in quel momento.
Neanche un cencio poteva esser così bianco.
Il tutto fu coronato da mia sorella che provava, ora, a ripetere l’esperienza con uno dei suoi peluches senza rendersi conto di avermi rovinato la giornata spensierata e felice deviandomi il setto nasale.
E mio padre venne avvisato del tutto dall’amica inglese di mia madre che non riusciva ad avere un dialogo con la segretaria.
Ci mise dieci minuti a farsi comprendere.
Ora, la fantastica gobbetta che c’è sul mio naso me la porto dietro da quel momento.
E non c’è momento in cui non lo rinfacci a mia sorella.
Ora, a tutti quelli che mi dicono..
“Ah, voglio tornare bambina..”
MA CHI ME LO FA FARE?
Tags: giochi, infanzia
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Il mio amico trattore
Written by lamondina on May 26, 2007 – 9:59 amEh si, me lo ricordo bene.
Era una giornata d’estate, non una a caso eh, la MIA giornata d’estate.
Quella che ogni anno mi fa diventare più vecchia insomma.
In quella giornata, tutti hanno attenzioni solo per me, tutto è solo per me.
In poche parole è un vero e proprio masturbamento spirituale per il mio egocentrismo.
Bhè, in quell’anno non ero ancora consapevole di quanto può essere potente un compleanno, di quanto si può osar chiedere.
Le mie volontà furono: Un trattore, un fornetto elettrico per i dolci e il materiale da donna delle pulizie.
Ora, non ricordo esattamente cosa mi fosse passato per l’anticamera del cervello, forse volevo fare la contadina, il grande chef e la donna delle pulizie nello stesso momento.
Ma ciò poco importava.
Mi ricordo quando lo vidi, fu subito amore.
Era giallo, rosso e blu con le ruote grAAAAndi grAAAndi.
Enormi.
Ed era proprio uguale uguale.
Tutti si aspettavano che iniziassi a scavare terra di qua e di là.
Tutto ciò non è mai successo.
In campagna, c’era uno spazio cementato, dove si poteva entrare dentro la casa e, dall’altra parte, si poteva accedere al garage.
Ma c’era una piccola parte in rilievo, forse la superfice non era stata levigata a dovere.
Da quel momentò divento il mio PARCHEGGIA TRATTORE.
Uno spazio rettangolare in cui facevo manovre da perfetta neo-patentata.
Mettevo ostacoli di qualsiasi tipo, sia davanti che dietro, per simulare le macchine parcheggiate dietro di me no?
Un giorno mi fissai sul mettere il mio cane dietro a questo spazietto.
Lo prendevo, lo portavo e lo posizionavo li.
Dopo 5 secondi si spostava.
Allora vai a ri-prenderlo, ri-portarlo e ri-posizionarlo.
I tentativi furono centinaia, non voleva proprio essere collaborativo.
Così decisi di mettere mio padre come macchina.
Lui era più ubbidiente, un migliore intralcio.
Insomma, io e il mio trattore eravamo fantastici insieme.
Mi ha insegnato a far parcheggi perfetti.
Ma un giorno, l’alluvione lo portò via.
Ma non prese mia nonna.
Perchè il mondo è così ingiusto?
Tags: giochi, infanzia
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Casa mia è un cereale
Written by lamondina on May 22, 2007 – 9:46 pmOggi, in questa città, ha fatto un caldo assurdo.
Porca paletta ma siamo a fine maggio…
Porca troia siamo a fine maggio!
Ecco, è da poco che mi rendo conto che stanno arrivando quei giorni in cui l’unica preoccupazione sarà studiare, quei giorni in cui quelle sei ore di scuola ti sembrano più gentili di due calci nello stomaco, quei giorni in cui ti chiedi perchè devi avere proprio quel 5.5 in quelle tre cavolo di materie.
Ma non è solo un trituramento di palle, nono.
C’è anche da pensare che, a breve, dovrai andare al mare carina.
Eh si, carina sto cazzo.
Il fatto che tu abbia smesso di fumare ti ha “leggermente” addolcito i fianchi..
Leggermente eh.
E non puoi far fede a quei santi uomini a cui piace la ciccetta, a quelli li, quelli che le anoressiche proprio non le vogliono.
Così ne parli al telefono con una tua amica, tanto per dire eh, niente di serio.
E vaffanculo non l’avessi mai fatto.
Tua madre torna da fare la spesa, ti chiedi cosa tu abbia fatto di male.
Ne ha comprati così tanti di quei cosi la, che ha dovuto rifare la cucina, non sapeva più dove metterli.
Ha comprato cereali di ogni tipo.
Con le fibre, al cioccolato, con le mandorle, le barrette da 85 kg, i muesli di ogni tipo e con ogni cosa fattibile dentro.
Ora di cibo non c’è ne eh,
Ma le mura di casa mia sono fatte da scatole di Corn Flakes.
Tags: casa, cereali, donne
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Nuove vedute genitali
Written by lamondina on May 19, 2007 – 9:38 pmE’ bello guardare, nel sabato pomeriggio, sky sport canale 205, vedere la Juventus tornare in serie A con 3 giornate d’anticipo e soprattutto, con le telecamere nello spogliatoio, vedere Nedved sotto la doccia insieme alla sua proboscide in mezzo alle gambe inquadrata come se niente fosse.
Ora non so come mai, lo guardo in modo diverso.
Tags: genitali, juventus
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Un attimo eh, arrivo
Written by lamondina on May 18, 2007 – 4:57 pmEcco, come al solito non sono mai contenta.
Una piattaforma è troppo lenta, l’altra troppo poco accessoriata, l’altra non mi fa neanche il caffè!
Così cambio e ricambio, arrivando su Splinder, mettendo il solito nick che ha quasi un mese, prendendo uno dei nuovi template a disposizione e li butto li a casaccio, cercando di far venire fuori qualcosa che abbia un senso.
Ecco, un cazzo.
Come al solito neanche qua va bene.
Perchè non va bene l’immagine, ci sono troppe categorie nella colonna che non vanno bene….
Uff.
Fanculo.
Un attimo eh, arrivo.
Tags: piattaforme, web
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