May
Potrei.
Written by lamondinaPotrei dirvi che un’ondata di formiche rosse hanno divorato me e la mia famiglia ed essendo io morta non ho potuto aggiornare il blog.
Potrei dirvi che il mio consulente spirituale mi ha vietato di avere contatti con il mondo internettiano e mi ha proibito di aggiornare il blog per farmi passare una gravissima malattia mentale.
Potre dirvi che un’uragano ha distrutto il mio computer (ma la mia casa no)
Potrei dirvi che sono partita per girare il mondo con il mio monopattino.
Oppure potrei dirvi la verità, cioè che non sapevo cosa scrivere. E che non avevo nessunissima voglia d’impegnarmi per inventar qualcosa.
Ta daaan
Mar
Una conversazione EMOzionante
Written by lamondinaEsco dalla metropolitana, mi accendo una sigaretta e mi siedo sulle panchine davanti a Porta Susa, cercando di godermi quegli ultimi minuti prima della prigionia.
Vedo arrivare davanti a me una ragazzina di circa 13 anni, con capelli neri a caschettom unghie nere, trucco nero e vestiti a cui non sono riuscita ad affibiare un’aggettivo.
“Ciao scusa, cioè, non è che c’hai d’accendere?”
“Si certo”
Inizio a ravanare nelle tasche e nella borsa cercandolo, finalmente lo trovo e glie lo porgo.
“Eh si scusami, non è che c’avresti anche una sigaretta?”
La guardo perplessa, tiro fuori il pacchetto e glie ne porgo una..
“Oh veramente grazie e che oggi è una giornata così triste… il mondo è triste…”
Mi guardo intorno, sono le 8 meno venti, c’è un bel sole primaverile, gli uccellini cantano, il cielo non ha una nuvola, tutto sembra perfetto e felice.
“A me sembra una bella giornata, non trovi?”
“Ma come fai a dire una cosa del genere? E’ tutto così triste, mi guardo intorno e vedo solo tristezza, morte, malattie…”
Mi ri-giro per guardarmi intorno, una mamma gioca con il suo bambino che rincorre la palla, due innamorati si scambiano effusioni amorose su una panchina e un’uomo urla d’aver vinto al superenalotto.
“Va bhè se lo dici tu…”
“E che io vedo che ci stiamo ammazzando dentro, questo mi fa solo venir voglia di tagliarmi le vene, di finire questa vita, è tutto così buio…”
Inizio a capire che c’è qualcosa che non va cerco allora di dileguarmi con la scusa di dover andare a scuola…
“Bhè, mi dispiace che tu stia così ma vedrai che andrà meglio! Ora vado a scuola buona giornata!”
“Non sarà una buona giornata! Arriverò a scuola, prendero il mio Ipod metterò su tutte le canzoni di Avril Lavigne e mi taglierò le vene.”
La guardo, rido e scappo a scuola.
Mar
Ma tu te li stiri i capelli, vero?
Written by lamondina“Bhè si a parte che hai quei capelli lì…”"Ehy tesoro andiamo a ballare sta sera?”
“Ma si perchè no? Mi faccio una doccia e andiamo…”
“Ma non ti stiri i capelli?”
“No perchè?”
“No sai non credevo andassi a ballare conciata così”
“Ale, ma che te la posso fare una domanda?”
“Certo”
“Ma perchè non ti stiri i capelli?”
“Perchè dovrei farlo, scusa?”
“Perchè così sarebbero lisci”
“Ma credo che madre natura me li abbia dati così per uno specifico motivo”
“Quale?”
“Quello di rompermi le palle”
Allora cari lettori, visto che io non sono riccia, ma sono una delle donne più boccolose del pianeta, dico di NO a questi discorsi inammissibili!
Così parte la mia propaganda.
Il mio motto sarà:
W IL RICCIO ABBASSO LA PIASTRA!
Se anche a voi hanno fatto discorsi simili, unitevi al gruppo!
Metti questo antipixel nel tuo blog!
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Mar
Telefonata
Written by lamondinaSdraiata su divano intenta a mangiare una mela, ti metti a guardare uno di quei film che ti fanno sognare ad occhi aperti, uno di quei film come Save The Last Dance, una cosa tranquilla insomma.
A casa squilla il telefono, non hai la minima intenzione di alzarti, c’è tua sorella lì, difianco al telefono fisso, perchè ti dovresti sforzare tu?
Lei ti passa il telefono, una voce ti dice se puoi scendere, ci sono dei fiori.
Tu ti affacci e vedi il tuo ex li davanti, con il tuo fioro preferito in mano inginocchiato sul marciapiede davanti a casa tua.
Inizi a bestemmiare mentre ti vesti per scendere sotto, a pensare a tutto il male che ti ha fatto in questo anno e mezzo.
Vai giù, lui scoppia a piangere e ti da dei regali, dice che ti ama e che è stato un coglione.
Tu inizi a prenderlo a sberle dalla rabbia.
E poi torni a casa pensando che un gesto del genere, per te, non lo aveva fatto nessuno.
Mar
Barcellona.
Written by lamondinaLa mia valiga è stra colma di magliette jeans e scarpe.
Mi porto anche un costume da bagno, sia mai che mi va di culo e ci sono quarantacinque gradi all’ombra.
Solo che ho sempre lo stesso problema…
Quali decoltè porto?
Quelle nere o quelle grigie sfumate?
Ci si risente fra una settimana, io me ne vado in Spagna!
Mar
Ma chi sono?
Written by lamondinaLei sarà anche un gran bel pezzo di figa, vestita stra bene e con dei capelli che neanche la pubblicità della Pantene ti fa vedere così luminosi.
Lui sarà anche un bell’uomo vestito bene che fa il provolone con lei per portarsela dietro le quinte e farsela come vorrebbero tutti gli uomini di questo mondo.
Ma fondamentalmente…Chi cazzo sono sti due?
Feb
Ma tu come dormi?
Written by lamondina
Una cosa che mi è sempre piaciuta, è quella di osservare le persone mentre dormono.
Perché non è mai una cosa noiosa, scontata. Anzi, c’è sempre qualche particolare inaspettato, d’insolito in ogni persona.
Dopo anni di viaggi d’istruzione, campi della chiesa, pigiama party e trasferte pallavolistiche, sono in grado di classificare i dormiglioni in diverse categorie, partendo dalla posizione poi il vestiario e le abitudini.
Posizioni
Fetale
Alcune persone dormono raggomitolandosi su se stesse e stringendo forte, con le braccia, le loro gambe contro il petto. E non si smuovono più da quella posizione fino al risveglio. Se si devono girare, lo fanno rotolando per il letto neanche fossero delle trottole.
La Faraona
Altra posizione molto usata è quella della faraona, neanche fossero dei morti. Te li vedi li, coricati a schiena in giù, con le mani incrociate sul petto o appoggiate delicatamente sullo stomaco. Le coperte sono naturalmente messe in maniera perfetta e non si muoveranno da quella posizione fino al mattino successivo. O forse no.
I Cuscinari
Quelli che se vai a dormire da loro, un cuscino per te non c’è. Perché loro ne usano quattro per la testa, due per la schiena, altri due per appoggiare le gambe e ancora due per le braccia e naturalmente un’ultimo da tenere abbracciato neanche fosse il Teddy Bear che tanto adoravamo nell’infanzia.
Il soldato
Rientrano sotto questo termine, tutte quelle persone che dormono a pancia in giù con ambo le mani sotto il cuscino a mo di soldato che prosegue sul terreno andando avanti con le braccia. Sono favolosi da guardare.
Vestiario
Il Freddoloso
Anche se il calendario segna il 15 agosto, lui dorme sempre con 3 paia di calzini, 5 pantaloni, 18 maglie, sciarpa, guanti, cappello e vestaglia. Al risveglio, inizierà ad imprecare Dio in lingue sconosciute a causa del sudore prodotto. La risposta sarà un clamoroso vaffanculo da parte di tutti.
L’accaldato
Guardi il termometro. -15°C. Vai nel letto in cerca di calore e lui, invece, si presenta in mutande chiedendoti di abbassare il livello dei termosifoni. Sposta tutte le coperte su di te e dorme con un lenzuolo, insultandoti se vai verso di lui a cercare un po’ di calore perché fai caldo. E di nuovo un bel vaffanculo non glie lo toglie nessuno.
Abitudini
Sbrodolino
Quello che dorme a bocca aperta e perde bava sul cuscino per tutta la notte. Al risveglio ha la gola secca più che mai e passa mezz’ora a stropicciarsi la faccia per togliere la saliva dalla guancia, che nel mentre è diventata più dura del cemento armato e non si stacca neanche a pagarla. Fastidiosissimo.
Il forestiere.
Perché lui di notte, come si suol dire, sega tutta una foresta in un colpo solo. Russa così forte, che riesce a spaccare i vetri delle finestre, a far scattare l’antifurto di casa (altro che campanello d’allarme per il raffreddore!) e a far scappare i vicini in un’altro continente. E tu, con tappi e cuffie dell’Ipod al massimo volume con musica House non riesci comunque a dormire, lo senti comunque. Irritabile.
La sindrome di Sandra Mondaini.
Inconsciamente, il soggetto mentre dorme riesce a far si che il letto, diventi un campo di combattimento stile Wrestling. I calci che tira lui non sono neanche paragonabili a quelli della Mondaini, ma abbastanza potenti da farti trovare tutta la biancheria da letto sparsa sul pavimento al momento del risveglio.
E tu…
Come dormi?
Feb
Sex and the City
Written by lamondina
Non l’avevo mai visto in vita mia.
Sentivo sempre parlare di Sex and the city come di un telefilm a vista di alcuni, bellissimo, a vista di altri come una sotto specie di film porno.
Così avevo deciso di non pormi proprio il problema, soprattutto visto che lo davano su “La 7″ canale che nel mio normale zapping quotidiano salto allegramente trasportandomi dal canale 160 (Italia 1) al 108 (Mtv) sul decoder di Sky.
Su “la 7″ guardo solo le invasioni barbariche, se non ci fosse quello, per me, potrebbe anche non esistere.
Ma da quando ho scoperto che su Comedy Central davano tutte le repriche, ad un’orario a me congeniale (le 15 di pomeriggio) mi sono chiesta.
Perchè no?
Così ho iniziato a guardare una puntata, e poi un’altra e un’altra ancora.
E ho capito che alcuni dicevano che era carino perchè la vita di Carrie (Sarah Jessica Parker) non è niente male, vorrei avere il suo guardaroba in effetti. Ma credo sia grazie all’amica Samanta (Kim Cattrall) se alcuni lo definiscono un film porno.
Questa donna fa cose assurde, va a letto con qualsiasi uomo, distribuisce sesso orale a chi le capita…
Sono rimasta stupita, soprattutto del fatto che lo fa andandone fiera.
Ma credo che a noi donne piaccia molto il fatto che loro sono 4 amiche e che riusciamo a identificare in loro noi stesse e le nostre compagne di chiaccherate.
Io ce l’ho la mia Samanta, quella che a darla in giro non ne ha di problemi.
Ho anche la mia Charlotte che fa tanto la santarellina.
E la mia Miranda cinica e sincera.
Questa cosa mi fa riflettere.
Noi donne siamo sempre pronte a giudicare, a puntare il dito sulle altre per cosa fanno, come sono vestite, per come hanno i capelli.
Siamo così sicure di poterci permettere di sentenziare?
Appena ci giriamo siamo pronte a sparlare di colei con cui abbiamo parlato fino a due secondi fa elogiando il nuovo colore di capelli che, invece, ci fa proprio schifo.
Crediamo davvero che il nostro modo di fare, di parlare e di vestire sia così perfetto da poterci permettere di giudicare qualcun’altro?
Credo che dobbiamo imparare a essere meno stronze e meno acide.
Non credete anche voi?
Feb
D… di?
Written by lamondinaDa bambini era facile comunicare, quando non ti volevi far sentire, quando nei compiti in classe dovevi farti suggerire…
C’era l’alfabeto muto. Quello che per simulare una “b” ti dovevi tirare uno schiaffo in facci, che per simulare la “r” usavi il pollice talmente forte che ti staccavi i denti.
Ma infondo ci piaceva così, ci sembrava qualcosa di così segreto, che nessuno poteva capire, quindi ci sentivamo dei fighi assurdi.
Poi le cose sono cambiate, al posto di sentirci fighi ci sentivamo dei coglioni a fare tutti quei gesti allucinanti, allora abbiamo iniziato a parlare a bassa voce, quand’era possibile, o a non emettere suoni parlando, con la convinzione che il nostro pseudo-interlecutore conoscesse meglio dell’Ave Maria il labiale
E quando avevi una persona intelligente a cui suggerire le risposte era tutto facile. In due secondi era tutto fatto, una splendida verifica di matematica era finita così, su due piedi.
Ma quando a chiederti aiuto era lo smunto della 3 fila a destra, così magro da dover tener chiuse le finestre per il periocolo che volasse via e con gli occhiali dalle lenti così spesse da assomigliare ad un’oblò, li…
Lì, erano tutti cazzi tuoi.
Non capiva mai una minchia, ma dico mai!
Le risposte nel compito di geografia sui duecento fiumi cinesi è un’incubo che mi sogno ancora di notte.
Dovevi suggerirgli lettera per lettera, punteggiatura per punteggiatura.
Quando fu il momento della Cina Settentrionale, ci vollero sei giorni per suggerirgli il fiume principale, il “Heilongjiang”
Fu il periodo in cui grazie a lui passai dalla taglia 44 alla 42. Cinque kg persi in sole due ore.
Altro che Giorno&Notte American System!
Ma il momento migliore fu durante il compito di Diritto, in cui al suo ennesimo “Eh? Che hai detto?” come risposta al mio “R-E-F-E-R-E-N-D-U-M A-B-R-O-G-A-T-I-V-O REFEREEEEENDUUUMMM ABBBBRRROOOGATIIIIVO”, mi inniettai del Valium endovena e urlai strappandomi i capelli “REFERENDUUUUMMM!!! NON REFERECUUUUUNNN”
“D!!! D di DOMODOSSOLA!!!”
Proprio oggi pensavo a questa scena che mi valse un’ottimo annullamento del compito.
Il succo di tutto questo mio racconto è dovuto a queste mie due domande.
1) Ma dove cazzo è Domodossola?
2) Esiste una persona che la usa per altri motivi differenti dal mio?
E’ una cosa che non mi fa dormire la notte.
Jan
Raffreddore
Written by lamondinaPer me peggio del MALTITENTI (sia lodata la pubblicità del MOMENT ACT) c’è il mal di testa e subito dopo il raffreddore.
Ma qui bisogna partire dal presupposto che dipende da che raffreddore e soprattutto da che stadio è.
Fase 1 - Leggeri starnuti, qualche soffiata di naso.
Sei consapevole del fatto che respirare con la bocca è un problema, un fastidio, che secca le tue labbra così da non poter mettere il tuo nuovo e scintillante gloss appena comprato ma che devi andare in giro con il caro e santo amico Labello rigorosamente di colore blu per permetterti di non avere della carta vetro al posto della bocca.
Prendi questo malanno sotto gamba, pensando che sia solo questione di giorni e che passerà tutto senza prendere neanche un’aspirina.
Fase 2 - Naso chiuso, ma che voglia di vivere!
I Kleenex sono diventati i tuoi migliori amici, ma questo sicuramente non ti fermerà! La tua voglia di conquista del mondo non si è affatto arrestata! Vivi peggio di Carrie di Sex and The City, voli da una parte all’altra della città fra un’aperitivo, una cena e una discoteca vestita sempre da fashion victim ma con un naso che farebbe invidia ad un clown. L’aspirina nella tua borsa è sempre presente e credi che prendendone due starai fantasticamente. Etciù.
Fase 3 - Mi prendo un giorno di permesso…
Decidi che è il caso di frenare i tuoi ormoni (o qualsiasi cosa ti abbia spinto ad andare in giro con minigonna inguinale) e stai a casa da lavoro. Dedichi la giornata ai fumenti, al riposo più assoluto.
Fase 4 - Uno Zombie per caso.
La fase quattro avviene subito dopo quella tre. Dopo il tuo enorme riposo, ti svegli peggio di prima. Inizialmente una narice respirava, ora tutte e due sono andate in vacanza, hai i capelli talmente gonfi che neanche l’umidità sarebbe riuscita a fare una cosa del genere, vai in giro con la vestaglia di tua zia, i calzini assolutamente bianchi, i Kleenex sotto il braccio e ti sdrai sul divano con una tazza di thè di dimensioni allucinanti. Quando tua madre ti chiama per sapere come stai, inizia ad insultarti sostenendo l’ipotesi che sta parlando con un’uomo. I vari tentativi per spiegarle che hai solamente una voce da trans a causa del raffreddore sono invani.
Fase 5 - Peggio la febbre o tua madre?
Il termometro segna 38.2. Porcadiquella… Si prende una Tachipirina (rigorosamente VIA ORALE, sono passati i tempi della supposta) e ti sdrai cercando di dormire, quando suona il campanello. E’ tua madre che ha portato tutti i rimedi casalinghi della storia dell’umanità per farti sentire meglio. Cerchi una corda per impiccarti ma capisci che stai già morendo a causa della poca forza fisica che ti è rimasta e inizi a scrivere il tuo testamento in cui declami di lasciare tutto al tuo cane Bob.
Fase 6 - La ripresa.
Recuperi le forze e riesci a scacciare a furia di calci in culo tua madre da casa e torni lentamente a respirare normalmente. Ringraziando Dio di avertela fatta scampare, almeno questa volta.
Tanto per dirvelo, sono alla fase 4. Ma ci sto arrivando alla cinque. Giuro!